La strada dei geni

 

l'opinione di Renato Dulbecco

 

Il sequenziamento del DNA dell'uomo e di molte altre specie ci permette di identificare i geni come sequenze, ma questa conoscenza è solo un inizio, perché la sequenza di un gene ci dà solo qualche informazione generale sulla sua funzione. La conoscenza precisa della funzione dei geni è l'obiettivo che gli scienziati si sono prefissi: per questo bisogna andare molto oltre la conoscenza delle sequenze. Sappiamo che la funzione del gene dipende da due processi: la sua trascrizione per formare l'RNA messaggero e poi la costruzione della proteina corrispondente. Alla fine è la proteina che esprime la funzione del gene; per capire la sua funzione dobbiamo perciò conoscerne gli effetti, la struttura tridimensionale, le modificazioni a cui essa va incontro, la localizzazione della proteina nel corpo e con quali altre sostanze essa interagisce.

Molto lavoro si sta facendo in queste direzioni e già si è fatto un buon progresso. La via da seguire dipende dallo scopo che si vuole raggiungere. Ci sono diverse direzioni possibili, come la scoperta di geni responsabili di malattie ereditarie, l'organizzazione della trasmissione di segnali che regolano la funzione dei geni, il loro ruolo in malattie di vario tipo, o nella risposta a farmaci ed altre.

Lo scopo di BIOGEM centro di ricerca di 2 mila metri quadrati in costruzione ad Ariano Irpino finanziato da vari enti pubblici è studiare i geni dell'uomo in relazione al loro ruolo nelle genesi di malattie e nelle possibilità di terapie che ne risultano. Questo significa identificare i geni le cui alterazioni sono responsabili di malattie e determinarne le funzioni nel corpo umano. Tra questi geni troviamo quelli responsabili di malattie genetiche ereditarie, quelli che predispongono a malattie di vario tipo, i geni che partecipano all'insorgenza del cancro, i geni che interagiscono con farmaci con varie conseguenze.

Ci sono varie strade per raggiungere questi obiettivi; Biogem ha scelto un percorso molto promettente, che è quello di usare le conoscenze del genoma del topo per studiare i geni dell'uomo. Questo è possibile perché il genoma del topo è stato sequenziato e i risultati dimostrano che i suoi geni sono molto simili a quelli dell'uomo, non solo per le loro conseguenze, ma anche per la loro distribuzione del genoma. I risultati già ottenuti dimostrano che le funzioni dei geni del topo sono, nella maggior parte dei casi, identiche a quelle dei corrispondenti geni dell'uomo. Perciò il topo è come una lente utile per investigare i geni dell'uomo e per studiare malattie umane.

Questo indirizzo offre grandi vantaggi, perché la genetica del topo è ben conosciuta, ed è stata da anni un modello per la genetica umana. Un punto essenziale è che nel topo è possibile eseguire molti interventi che non sono possibili nell'uomo: è possibile alterare la sequenza di un gene in modi precisi, in modo da studiare in dettaglio le conseguenze dell'alterazione; è possibile cambiare la funzione di un gene o in tutto l'organismo o in cellule particolari e studiare l'effetto del cambiamento per un certo periodo di tempo e poi eliminarlo. L'attività di un gene può essere determinata nel topo in qualunque cellula del corpo e in qualunque stadio di sviluppo.

Le osservazioni fatte sul topo possono essere trasferite all'uomo generando cambiamenti nel genoma del topo con mezzi chimici che alterano il DNA, ottenendo così topi che presentano un gran numero diverso di alterazioni di geni: il paragone dei sintomi presentati da questi topi con quelli che si osservano nelle malattie dell'uomo permette di identificare geni umani responsabili di malattie rare.

Un esempio della grande utilità del genoma del topo per studiare malattie umane è dato dall'analisi dell'espressione nel topo di geni del cromosoma 21 umano, (sindrome di Down quando è presente in tre copie invece di due). Dei suoi circa 200 geni, 170 sono presenti in due cromosomi del topo. E' stato perciò possibile determinare l'attività di questi geni nei vari organi del topo nelle varie fasi di sviluppo: dall'embrione all'adulto. Così si sono identificati anche i geni del cromosoma 21 umano che possono essere alla base delle varie manifestazioni della malattia. Questi risultati possono aprire la strada per interventi che attenuino gli effetti della malattia, che è molto diffusa.

Recentemente risultati interessanti e inaspettati sono stati ottenuti determinando i segmenti del DNA che sono identici nell'uomo e nel topo. Questi segmenti sono conservati nell'evoluzione perché hanno funzioni di grande importanza per l'organismo. La maggioranza di queste sequenze sono quelle che codificano per proteine (ce ne sono altre che non codificano per proteine). Alcune di esse sono responsabili per la costruzione di RNA con funzioni essenziali, come quelli dei ribosomi; ma si è scoperto che ce ne sono altre senza una funzione nota. Questa scoperta suggerisce che ci sono nel DNA umano molte sequenze con una funzione essenziale, forse regolatrice, ma il loro ruolo deve essere ancora stabilito. La conoscenza dei geni responsabili per malattie umane è essenziale per la possibilità di sviluppare nuovi farmaci. Questo lo vediamo in alcuni risultati recenti ottenuti nel campo del cancro.

* Premio Nobel per la Medicina

Intervento del professor Renato Dulbecco, membro del comitato scientifico del centro di ricerca BIOGEM in costruzione ad Ariano Irpino con il finanziamento di vari enti pubblici.

 



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questa pagina e' stata aggiornata  giovedì 05 gennaio 2006
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